mercoledì 3 giugno 2009

Cap. XII "L'angelo ignobile"


E Kappa a domanda rispose.
Si voltò con le spalle alla stazione e prese il volo.
Così parlò: "Sono passati anni, in verità ne è passato uno, ma dentro sono più di mille, quasi settemila. Uscito da quel corridoio, spostato quel buio come fosse un drappo di velluto pesante, come se fosse un sipario di un teatro vuoto, ecco di nuovo luce, una luce di luna. Io non voglio la luna. Ne voglio due."
Scappa Kappa e non sa dove andare.
Fu il blu. Fu una forma piccola, tonda, leggera, morbida. Furono passi.
Furono errori. Furono furori.
Fu una lenta colata lavica sopra pensieri veloci.
Fu una veloce fumata bianca verso cieli abitati da nuvole immobili culle di angeli ingnobili, nobili.
Fu criminalità di sentimenti.
Furono storie di santi.
Furono squali lenti.
Furono pentimenti e ripensamenti.
Fu la fuga.
Fu cenere rincorsa.
Fu una specie di corsa.
Fu il "fu".
Restò solo un un pasto veloce.
Restò solo un silenzio atroce di un uomo vorace.

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