
E Kappa si mise in ginocchio. In un attimo fu consapevole. Lontano da se stesso e dagli altri mentì a Dio e come davanti ad una vergine maria rimase in silenzio. Una tromba in lontananza invocava silenzio. Una tromba dentro straziava il silenzio.
Kappa si prese tutta la pioggia che meritava. Kappa ricondusse tutto all'imprevedibile e si diresse sul mare. Con le spalle all'orizzonte maledì l'incostanza di cui era fatto e si vergognò della sua mediocrità. La afferrò con le mani e la paragonò ad un'ombra senza trovare però grosse somiglianze, poi si diresse verso un mago con un buffo cappello. Pianse. Rotolò per ben tredici volte e rialzandosi inneggiò a se stesso.
In men che non si dica Kappa riversò alle radici una quantità miserevole di acqua sporca.
Fu così che Kappa prese coscienza di essere davvero un cialtrone.

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