mercoledì 13 maggio 2009

Cap. VI "Una luce semplice"



Respirò l'estate affondo. Si ammutolì. In un attimo non perse il senno.
Non ci fu più coerenza. Non si fidò dell'inconsistenza e cerco di essere il contrario di un mazzo, un fascio di fiori. "Un fiore da solo profuma. Un mazzo di fiori morti dopo un pò puzza". Lo trovò scritto da qualche parte e rivalutò ogni rapporto.
Brillò lentamente. Coniugò al presente ogni intenzione. Sposò il momento. Collaudò l'attimo.
Si affidò al ventre e non permise più a nessuno di entrare.
La sua casina era piccina. Il suo sguardo stanco. L'animo c'era.
Valutò anche l'opzione di non parlare più. Sperò con forza di non sprecare parole.
Era teso al futuro pur sapendo benissimo di essere senza filo. "Ne-hilum" - "Senza -filo" Nichilista. Senza lacci.
Godeva di Modigliani, elogiava Balthus, rispettava Van Gogh.
Quanto tempo. Quante cose erano trascorse. Quanti non errori non aveva commesso.
Quanta gente aveva commosso. Quanto rossetto non lo aveva divertito e quanto rossore invece aveva ricercato.
Si senti animale. Si sentì umano.
Collaborò alla sua stessa imperfezione e applaudì gli altri intorno a sè.
Si aggrovigliò nell'autocontrollo, mentre intorno tutto cambiava maschera.
Mentre intorno tutti cercavano sicure alternative.

1 commenti:

  1. un appuntamento fisso e immancabile. il tuo racconto-diario fa entrare dentro la tua anima.

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