
Kappa "come un esule pensiero" prese sonno.
Un sonno strano. Un sonno vigile. Immaginava ogni sorta di bellezze presenti nel mondo: c'erano baci di ghiaccio lucente, una terra di nome "Fontania" con tante fontane e una sensuale voce di donna che lanciava comunicati da altoparlanti fissati nel cielo, "welcome to Fontania, on your left side you can see the first fountain of the king of Fontania".
Danze, risate e balli riempivano l'aria. Tamburi suonati da giovani folletti e poi ancora dame dai capelli variopinti perse in movimenti inevitabili e spilungoni saltanti, clowns sorridenti su sedie pericolanti, baci e poi ancora baci e poi abbracci e carezze.
Fontania era rigogliosa d'acqua e i suoi palazzi, i suoi muri erano fatti d'acqua. Le strade erano come fiumi, ma percorribili a piedi. Non c'erano rumori forti, ma tutto era attutito, tutto soffice, tutto scorreva da sè.
Kappa planò su questo mondo per quasi 300 anni, ma in realtà per soli 40 secondi.
Una voce continuava a ripetere "Welcome to Fontania, the land where your soul is like water"

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