
Kappa in un istante, si ritrovò dove mai avrebbe creduto di poter essere. Un lunapark.
All'ingresso clowns estremamente tristi ma con grande vitalità guidavano automobili superando con successo gli incroci della cattiva sorte. Giganti, gonfiati pseudoeroi sfilavano sulla passerella del futuro da conquistare mentre uno strano omino con capelli folli di nome "Caos" girava tra una moltitudine di disperati punzecchiando loro le caviglie sporche di fango e di ricordi.
Kappa fu allora che trasalì, ma fu anche allora che realizzò: "La conquista del quotidiano non è una cosa scontata".
Voci e suoni rendevano l'aria, intorno a Kappa, una serra e lui come un pomodoro si sentiva nutrire lentamente da quel sole artificiale.

Ma? E questa roba? E questo blog? E questo Kappa?
RispondiEliminaDovrò leggere pure io.